Le esistenze di Patrizio e Federico sembrano essersi inceppate, più o meno come le copiatrici che per contratto dovrebbero riparare. Il lavoro può annichilire, e a volte bisognerebbe avere il coraggio di mollare tutto e andarsene. Patrizio ne attribuisce la colpa alla routine inebetente del lavoro e ai legami familiari: un’anziana mamma depressa bisognosa di assistenza e un fratello in prigione per droga. Federico, invece, non ne incolpa nessuno, semplicemente non si pone il problema. Entrambi sanno di non poter continuare in questo modo, così come sanno che il dolore lo si può solo allontanare.


Un romanzo autobiografico, crudo e ironico allo stesso tempo, in cui l’autore si mette a nudo svelando le proprie tecniche di sopravvivenza alla cosiddetta vita reale.
Perché (come disse Aldous Huxley) il lavoro non è più rispettabile dell’alcool, e serve esattamente allo stesso scopo: distrarre la mente...

Vite Inceppate - CASTELVECCHI EDITORE, 2022
Romanzo - 224 pag.
Brossura, copertina morbida
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© 2010 - Patrizio Pinna
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