Mitote, una terra promessa? Un paradiso dove si può vivere ascoltando musica e godere la serenità sognata? Forse un luogo dove poter continuare a vivere dopo la morte terrena? O soltanto la storia di quattro ragazzi che vivono un'avventura voluta e disperatamente realizzata?
C'è Danilo che "Viveva il suo delirio in maniera estrema, faceva paura, guardarlo negli occhi una volta preso in mano il volante, era come se lui e la macchina si fondessero dando luce ad un essere nuovo." Federico, dalle cui "maniche corte spuntavano i tatuaggi, testimoni dell’abilità di Roberto, rimasto forse il solo sul pianeta capace di tatuare a mano con l’ago, posò la sua chitarra, spostò la mia e si sedette, non rimaneva altro che la musica". Roberto detto Roby, rimasto l'unico maestro del tatuaggio. I quali si avviavano verso il luogo auspicato, attraverso sette livelli terrestri per trovarsi come primo impatto sotto "il cielo, di cui avevamo sempre sentito parlare, non esisteva, sopra le nostre teste solo un’immensa, triste, cappa grigia; sembrava che la vecchia signora si fosse tolta il mantello appendendolo al nostro pianeta. L’asfalto fumava lasciando nell’aria un odore atroce, appiccicoso e tremendamente consistente, era come se stessimo respirando colla". Ecco il primo punto che li spinge all'avventura: abbandonare il pianeta Terra, ormai invivibile.
Il loro viatico fa balzare alla memoria la Commedia dantesca: i ragazzi che dal "settimo livello vanno verso un pianeta, la cui nomea, inizialmente, non lascia intravedere nulla di positivo". Ma loro continuano il viaggio imperterriti.: importante è avere con se la chitarra, anche perché essi ammettono: " Non avevamo nulla da perdere, solo tanta paura di non riuscire, passare ancora qualche giorno su Pace non era nemmeno lontanamente nei nostri pensieri, eravamo appena scappati dai livelli, pensavo, ed ora ci darebbe veramente fastidio rimandare di due giorni la nostra partenza. Anche Pace ci andava stretto.“ Il viaggio sembra concludersi una volta giunti in un posto che essi non credono fosse quello agognato ma: " Fui letteralmente abbagliato. Un sole giallo e di un'intensità mai vista puntava letteralmente contro il mio viso, mi ci vollero circa dieci minuti per abituarmi a tutta quella luce, d'altra parte i miei occhi conoscevano solo le fibre ottiche dei livelli e la cappa di Pace, senza contare il sole visto dallo shuttle alla partenza che in confronto a questo non era che una lampadina rotta".
Mitote è un romanzo giallo? Per il ritmo incalzante sembrerebbe di si, per il dialogo scattante, fresco, si. Ma giallo non è di certo. E' senza dubbio un romanzo fantascientifico. L'affermazione è d'obbligo per i richiami ad Asimov e alla sua trilogia "Cronache della Galassia" del 1953. Potrebbe essere un romanzo d'avventura per gli infiniti richiami a Kerouac, ma più che "Sulla strada" del 1957, a "I sotterranei" del 1958, o piuttosto un romanzo storico per la meticolosa raccolta di "documenti" scientifici tratti dalla cronaca di oggi e trasportati al 2030, mettendo in luce una realtà non conosciuta da tutti.
Una storia "Mitote" affascinante come la vita, vera come i sogni realizzabili o realizzati, narrata con sincerità e slancio giovanile. In poche parole, un libro se gli editori (affermati) fossero più accorti alla scrittura dei giovani. Leggetelo, ma non andate subito all'ultima pagina, rimarreste con la bocca aperta e vi dannereste per averlo fatto perché avete perduto la cosa più bella del romanzo: leggerlo.
Nazareno (Reno) Bromuro (Paduli, 2 luglio 1932 - Roma, 12 giugno 2009) è stato un poeta, scrittore, attore e registra teatrale italiano.