taziki*

patrizio pinna - taziki ebook
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Romanzo - 178 pag.
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Taziki
Romanzo - 178 pag.
Brossura, copertina morbida
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© 1998 - Max di Palma - Patrizio Pinna
Tutti i diritti riservati

*
Il prezzo si riferisce alla versione Kindle in vendita su Amazon. Edizione in brossura al momento non disponibile.
istruzioni per l’uso
Nessuna precauzione particolare.
Si consiglia di leggerlo con un sottofondo industrial.
ron taziki
1
Come tutti i giorni dopo il lavoro accese la trivisione restando pacatamente attonito al lento rivelarsi delle informazioni del notiziario. La secrezione muscolare iniziò dando vigore al tremendo tanfo di moderno che già inondava la casa. Ron Taziki sputò catarro industriale dalla finestra della cucina infiammando ancora di più gli animi repressi e contorti dei suoi vicini di casa dei quali, essendo oltretutto un mezzo sangue Buthanese, attirava notevolmente le attenzioni e gli odi repressi nei confronti della sub classe di tecnoemigrati. La sua faccia giallo verdognolo trasudò minute gocce di Ossido di Tenzenio ma nessuno seppe mai, lui compreso, della sua facoltà innata di produrre il materiale che veniva espulso regolarmente dalle sue cellule linfatiche come risultato dell'assorbimento tossico diario. La stanchezza e la mancanza di concentrazione dopo otto ore di lavoro monitorizzato dai Supervisori Videoconnessi lo spinse ancora una volta ad aspirare gammamfetamina azzurra: Il Prezioso Elemento.
una visione
3
Taziki, nudo, entrò nella stanza degli specchi - microfoni amplificati ricevevano le sue parole e le inviavano a un multieco - diffusore.
Entrò la morte - parole che rimbalzano sugli specchi - immagini sovrapposte agli echi di loro stesse.
L'urlo di gioia incanalato e trasmesso con una serie di radiodisturbi si ricevette come grida di guerra. Su Vega qualcuno pianse.
Abbandonare immediatamente le postazioni mentali, ostile tecnologia di sfruttamento avanza senza un briciolo d'umanità.
Taziki decise che era giunto il tempo di agire.
Sulla sua decisione fu irremovibile, si sedette sulla poltrona con in mano il suo neotelecomando.
Tasto premuto, migliaia di canali mondiali in un solo schermo, centinaia di immagini sovrapposte componevano il nuovo vero film; milioni di discorsi in migliaia di lingue diverse incanalati nell'unico filtro abilitato a tradurre s'incapsularono in un crogiolo di sentimenti controversi di affinità parallele che sembravano spartirsi i resti di un antico corpo umano.
II codice segreto fu riconosciuto, gli dei mangiarono la foglia. La triste storia fu trasmessa attraverso canali di comunicazione panteistici, EOLO fu il vero amico di Taziki; cosa accadde?
«La situazione non è delle migliori,» disse l'anarco-trafficante, «dobbiamo supporre che esistano nuovi mezzi di comunicazione, diversi da quelli ormai inquinati dal Virus Morte, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione alla contemplazione della realtà!»
L'anarco congresso non lo capì e lo etichettarono irrimediabilmente avverso.
Un migliaio d'immagini liquefatte entrarono nella stanza.
Un idea impazzita rimbalzò contro le pareti inconsistenti delle menti fino a diventare uno slogan da corteo: SLOGAN DA CORTEO - SLOGAN SLOW GUN, una guerra s'impadronì dell'apparato emotivo di un centinaio di esseri che tentarono di uccidere qualcuno, per fortuna entrò Eolo.
luz di antares
4
Il meritato riposo lo distolse dai suoi mistici pensieri e Taziki, incurante dell'eterno dolore, si aprì una tazza di BioPot verde e se lo sbafò.
Non ci avrei mai creduto, pensò. Mi sto adattando a una nuova condizione mentale da guru sfondato, eppure mi sento ancora come me ne fregasse un’elettrosega di niente.
Sarà, pensò pieno di saggezza, che fin da piccolo sono stato un po' superficiale o magari non c'è proprio mai niente di cui stupirsi in questa neovita.
Un bussare veloce alla porta lo ridestò dal suo farneticare e immediatamente ricordò di essere su una montagna dell'Himalaya e che nessuno poteva immaginare o sapere che lui fosse in quella casetta desolata.
Aprì rapidamente, anche solo per interrompere il velocissimo battere delle nocche sul plastilegno della porta.
«Ei! Come va qui in giro?»
Il visitatore, aveva il tipico aspetto di un transitante permanente, pila nucleare alla cintura, sacca di BioPot liofilizzato, (grande almeno per sfamarlo fino alla fine dei tempi), tuta climatica superleggera antiurto, scarpe e attrezzi biorigeneranti e uno psicotrasmettitore a innesto cerebrale.
Come per tutti i transitanti il suo equipaggiamento era buffo, ma d'altronde l'immagine dei viandanti di ogni tempo ha sempre stimolato la curiosità nelle persone.
Comunque questo non bastava a spiegare lo strano aspetto del nuovo venuto.
Sulla sua faccia spiccavano nitidi e multicolori tatuaggi fluorescenti psicocromatici e le sue pupille avevano lo stesso colore del riflesso delle bolle di sapone. Probabilmente indossava lenti multifunzione.
Ma, quello che più impressionò Taziki, erano le sue labbra: un lucidalabbra verde luminoso spiccava abbagliando quasi la vista di Taziki che, essendo saggio, ma ancora umano, rimaneva al tempo stesso stupito ma comunque attirato dalla bocca sensuale che gli stava parlando.
Ma questi, come sempre, erano i pensieri che distoglievano Taziki dal proferir parola quando si trovava d'innanzi a una Transitante così carina.
«Ciao... È tua questa neocasa?»
«Ciao, well... Yes è mia, tu chi sei?»
«Io sono Luz di Antares, ci siamo conosciuti in una psicoChat due anni fa, ti ricordi?»
mutamenti
7
Il vuoto, l'annullamento, l'estinzione desiderava Taziki all'inizio del volo.
Si staccò dalla roccia cercando di spezzare le appiccicose catene della materia e dapprima gli parve che il fumo gli odori e i vapori della terra si attenuassero e nell'aria mai esalata il suo corpo disegnò una lenta spirale.
Il vuoto, l'annullamento l'estinzione, ma ben presto si trovò a cadere attratto da un'altra forza di quell'oceano che vuoto non era affatto.
Là sotto il drago respirava, prima dell'inizio del cielo e della terra esisteva, immutabile ma in eterno cambiamento.
Le sue scaglie mandavano bagliori di metallo che riflettevano il nucleo di magma liquido del pianeta.
Il suo sguardo senza pietà spiava dolcemente le rotazioni nucleari delle particelle atomiche. Le sue spire si arrotolavano e si snodavano nella sacra danza dell'energia cosmica.
Su uno dei suoi lunghi baffi candidi atterrò Taziki.
il prete
2
Lento disperdersi di onde di calore gamma marcavano, come a spintoni, o meglio, calci nel culo, il passo forsennato di Mr. Ron Taziki in cerca di un riparo veloce contro le radiazioni inquinanti e le piogge multicolori irritanti.
Sondando l'orizzonte subterraneo dei vicoli subclasse scorse in lontananza la faccia di un tecnoimmigrato asiatico che lo guardava con espressione interrogativa. Taziki si avvicinò lento tenendo in mano la sua scorta segreta di prezioso elemento come offerta simbolica di amicizia, visto che nella mentalità di Ron solo la droga simbolizza una buona relazione sociale...
L'altro lo guardò dubbioso e esplose in una grande risata:
«Non imparerai mai compagno, la droga porta scompiglio, come i connettori virtuali, rimani lontano da loro e imparerai a vivere.»
Taziki riconobbe in lui un sacerdote Zen dell'ultima generazione, un sopravvissuto filosofico della sua razza e si inchinò profondamente.
Il prete sorrise e da buon maestro Zen gli indusse uno shock contemplativo o, per meglio dire, gli cioccò un pugno nei denti...
«Violenza gratuita!» gridò Taziki, che un gran religioso non era mai stato.
«Meglio questa che la tua fottuta droga!» replicò il prete.
«Roba da pazzi.» disse il malmenato e si incamminò il più velocemente possibile alla larga da quel maniaco dell’illuminazione improvvisa.
«Vieni qui fratello, appari come bisognoso d’aiuto materiale oltre che spirituale, e io, Samuel Pepys, posso dartelo. Ho un rifugio antigamma a due torri lancio da qui.»
Taziki si fermò soppesando la situazione: meglio le possibili aggressioni violente del pazzo in un rifugio antigamma che la squadra antiparties, specialmente una volta scemato l’effetto del Prezioso Elemento.
«Và bene prete, grazie, ma tieni giù le mani...»
«Eh eh eh, non ti preoccupare, ti stavo solo sondando tecnofratello!»
Il prete gli fece strada tra i bassifondi conducendolo a un tempo equivalente a 160 bit/sec della notazione cubase audio (le gambe si muovono a passo veloce) nel suo tecnorifugio.
«Ei! Prete, cos'è questa musica? It’s really cool mate!»
«Es ORB un grupo de musica de el siglo XIX hermano.» gli rispose il prete con un marcato accento messicano...
Taziki sorpreso si rese conto di avere di fronte un reincarnato cosciente, una potente stirpe di Sacerdoti Tecno Zen Asiatici.
alla ricerca del prete
5
Molti fuggirono immediatamente per paura dei sistemi di rintracciamento della Polizia anti-parties, i più intraprendenti rimasero attoniti nell’attenta osservazione e registrazione dati dell’agire del più fantastico trio di hackers di tutta la rete.
Taziki ballando al ritmo Subsonico che Chaal iniziò a generare divertito, inondando la rete di emozioni e suoni casuali, provocava vortici nel cielo elettrico del Corbunet che, data la sua ferma potenza ed estensione subspaziale, inondava tutti gli angoli della psicorete con piccole vibrazioni messaggio.
Lutor non si fece prendere di sorpresa e insieme alle onde psico-elettriche del Taz mandava piccoli virus file di ispezione e accumulazioni dati, insieme ai suoi famosi Beast file di generazione demoniaca… la Polizia anti-parties della rete avrebbe sicuramente avuto seri problemi per i prossimi minuti.
La scansione del Taz prendeva inclinazioni psichiche e direzioni di file pensiero che nemmeno il più potente e saggio Controllore e Detentore Elettronico avrebbe potuto sondare, Lui era alla ricerca del Prete, Samuel Pepys non avrebbe tardato a comparire, sempre se avesse voluto farsi trovare.
Il prete infatti captò subito il canale di trasmissione dei tre ma da buon TecnoZen captò subito anche le loro intenzioni, e non poteva certo farsi tendere una trappola da tre psico-hacker del genere in uno scenario che lui stesso aveva creato. Regalare la vita eterna poteva anche essere una mossa nella partita, ma farsela rubare sarebbe stato un grave errore. Fu allora che Samuel si distese sul suo futon bio-plastico a gambe incrociate, l’antica posizione del lottatore psichico, segno che la partita stava diventando interessante, e iniziò il puzzle degli eventi prendendo e modificando linee d’energia. Quei tre insieme stavano diventando pericolosi, erano un gruppo troppo ben amalgamato, bisognava destabilizzare l’equilibrio.
non basta mai
6
«Comunque, cosa vuoi che ti dica, anche questa bellissima festa comincia a farsi un po’ troppo piccola per il delirante desiderio di espansione che si è impadronito di me.»
Così skizofrenicamente pensava Ron Taziki osservando il favoloso rituale e i sorrisi compiaciuti degli altri Immortali nella Grotta Blu Cobalto.
Osservando Chaal, per la prima volta Taz notava come i classici abiti di Elu si adattassero perfettamente al colore della caverna, il suo vestito blu cobalto rifletteva, con molta probabilità, lo spirito di quella festa della coscienza multipla impersonificata, il delirio da sballo più assurdo che Taz avesse mai pensato di partorire.
A ogni modo Taz, come sempre aveva volto la sua attenzione ad altri aspetti della realtà perché, è inutile dirlo, era solito farlo.
Si avvicinò sorridendo a Lutor:
«Ei Lutor, dimmi una cosa... saresti veramente capace di farmi viaggiare fisicamente fuori di qui come nei viaggi psichichi del Corbunet? Potresti farlo?»
«Be’, io non proprio, sono altri sistemi che sono in grado di farlo, ma, sì, al momento ci sono canali aperti per rendere il viaggio possibile... perché dove vuoi andare? Qui c’è tutto quello che desideri, gammanfetamina, megaparty, amici/e, maestri immortali, conoscenza psichica, saggezza, musica!»
«Già, ma sono lo stesso curioso di farmi un viaggio nel cosmo per scoprire fattori inusuali, nuovi sentimenti, emozioni sorgive...»
«Sei veramente incorreggibile, non ti basta la conoscenza di milioni di vite, la sensazione della nuova musica e la conoscenza chimica?»
l’assemblea
8
Taz osservava il sole rotolare lento sulle foglie dell’albero, sarebbero morti, e altri sarebbero venuti, come le parole sullo stendardo di mille anni prima, sulle pareti vecchio circolo anarchico:
«Ne moriranno ancora, ne nasceranno ancora...»
«Sembra assurdo ma non può terminare con quattro stupide parole perché se SEI arrivato fino a qua vuole dire che Vuoi avere delle informazioni. Non scuotere la testa e non girare le spalle, siamo in troppi ancora a farlo, le righe rimbalzano nella nostra coscienza e ne prendiamo atto arrivando a torturarci nel delirio che è la superficialità. Ebbene NOI abbiamo le informazioni di cui TU hai bisogno, siamo al corrente di come imbrattando i muri si spara urlando sul NULLA, abbiamo scoperto la chiave che apre le porte delle stupide galere, siamo in grado di garantirti l’immortalità non soltanto illudendoti di essere eterno immerso in quattro righe di Prezioso Elemento...